Cosa abbinare con lo street food

Cosa abbinare con lo street food

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vino e street food

Buono da mangiare e – relativamente – veloce da preparare. Lo street food, negli ultimi anni, è diventata quasi una moda. Mangiare un trancio di pizza, un misto di mare o di terra, un fritto di mozzarelline panate o “panzerotti” di patate, mentre si cammina tranquillamente per strada, è diventato un appuntamento trendy soprattutto in orario aperitivo. Quando al cibo è bello associare un calice di vino o un boccale di birra.

Spesso è proprio la birra ad essere associata allo street food: un boccale fresco e vivace che ci ritempra dopo una giornata di duro lavoro. Oggi vogliamo fare un passo in più e ampliare il vostro orizzonte di scelta, consigliandovi un buon calice di vino in alternativa al malto e al luppolo.

Pizza fritta – Dogajolo bianco
La frittura buona non deve mai essere untuosa. Mai. Deve lasciare in bocca una piacevole sensazione di “pienezza”, da ripulire con un bel calice fresco e fragrante di vino bianco. Ecco perché con la pizza fritta, a maggior ragione se ripiena di ricotta o salumi, vi consigliamo il Dogajolo bianco di Carpineto: fresco, fruttato, vivace, ripulisce il palato dall’opulenza della frittura e riequilibra il gusto verso il secondo morso. Un abbinamento che difficilmente scorderete!

Cuoppo” di alici fritte – Greco di Tufo
Negli ultimi anni il pesce fritto, da consumo elitario sulle tavole dei ristoranti, è tornato alla sua vocazione originaria: quella di sfamare velocemente e con gusto, senza troppi orpelli, in nome della semplicità che l’ha sempre contraddistinto. Il “cuoppo”, termine di derivazione dialettale del Sud Italia, non è altro che un rotolo di carta assorbente per frittura, avvolto su se stesso, fino a creare una cavità dove inserire la frittura. Nel nostro caso parliamo di alici, della loro sapidità e intensità. Un Greco di Tufo irpino, vino bianco tra i più versatili d’Italia, saprà essere degno accompagnatore del vostro “cuoppo”, con la sua spiccata acidità sorretta da un altrettanto importante sapidità.

Arrosticini di pecora – Montepulciano d’Abruzzo o Chianti Classico
Non si vive di sola frittura, ma anche di ottima carne alla brace. Gli arrosticini sono dei piccoli spiedini di carne, tipici della regione italiana dell’Abruzzo, che vengono cotti su una brace ardente e poi conditi con sale e – a discrezione – pepe. La carne di pecora, di per sé, non è eccessivamente grassa, quindi non ci sarà bisogno di un vino dotato di grande freschezza per riequilibrare il palato. Dopo aver consigliato due bianchi passiamo, quindi, ai rossi. È una questione di approccio: se preferite affrontare di petto la succulenza della carne, con un tannino rotondo ma vigoroso, vi consigliamo l’abbinamento regionale per eccellenza con il Montepulciano d’Abruzzo. Se, invece, avete voglia di sperimentare strade nuove, perché non stappare un’ottima bottiglia di Chianti Classico, con i suoi profumi di mora, frutti di bosco e viola? Un approccio leggermente più delicato, che sposa alla carne di pecora gli inconfondibili profumi della vegetazione toscana.

Dogajolo Bianco I.G.T.
9,80 €

Chianti Classico D.O.C.G.
13,50 €