Cosa c’è da sapere sui vini dolci italiani

Cosa c’è da sapere sui vini dolci italiani

40
SHARE
italian sweet wine

I vini da dessert sono prodotti con varietà di uve estremamente dolci e si bevono alla fine del pasto, da soli oppure insieme al dessert. Per ottenere questo risultato, il loro processo di fermentazione viene interrotto in modo che il lievito trasformi tutto lo zucchero naturale dell’uva in alcol. Esistono diverse tecniche per fermare la fermentazione, ad esempio il raffreddamento rapido o l’aggiunta di liquore al vino. Entrambi questi metodi creano un ambiente volatile in cui il lievito muore rapidamente. Tra i vini dolci italiani più famosi vi sono il Moscato e il Passito. In questo articolo ci concentreremo sui tre principali tipi di vino dolce: i vini liquorosi, gli spumanti dolci e i passiti.

Vini liquorosi
Il Porto, il Vermouth e lo Sherry sono tre esempi di vini liquorosi, quelli cioè in cui viene aggiunto un liquore e quindi il tasso alcolico finale è più alto del normale. Il liquore più comunemente utilizzato in questi casi è l’acquavite, che si abbina bene alla dolcezza delle uve utilizzate e riduce anche il sapore di alcol. L’originale invenzione dei vini liquorosi ha permesso ai produttori di prolungare i tempi di conservazione del vino.

Spumanti dolci
Il Prosecco e l’Asti sono entrambi spumanti dolci. Vengono tipicamente prodotti con il vitigno Moscato e talvolta vengono ulteriormente addolciti nella fase del dosaggio, più avanti nel processo di vinificazione.

Passito
I passiti sono i classici vini da dessert italiani e si bevono tipicamente alla fine di un pasto abbondante o nelle cene di famiglia. Sono il risultato del processo di appassimento, in cui le uve vengono fatte parzialmente asciugare su stuoie di paglia in stanze ariose o fienili, per renderle più dolci. Dopo circa sei mesi, vengono pressate delicatamente e il succo estremamente concentrato viene fatto fermentare. Il processo è lungo, ma vale la pena aspettare perché il risultato è davvero eccezionale.