Il Brunello di Montalcino

Il Brunello di Montalcino

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bottiglie in fase di affinamento

Tra i vini rossi italiani dotati di maggiore longevità, il Brunello di Montalcino è una delle produzioni italiane di più grande prestigio e riconoscibilità. Molto premiato a livello internazionale sia in termini di gusto che di vendite, lega il suo nome in maniera indissolubile alla Toscana e, in particolare, a Montalcino in provincia di Siena.

Il territorio di produzione, quindi, è ben delimitato nella zona Sud-orientale della regione su una superficie non troppo estesa, ma dalle precise caratteristiche geografiche che, assieme alla tecnica di produzione, hanno fatto sì che il vitigno utilizzato per vinificare in purezza il Brunello (100% Sangiovese ad acino grosso) assumesse delle note specifiche e riconoscibili.

Si tratta di un vino importante, complesso, dal colore limpido e brillante, in cui sono evidenti le sfumature granato e i sentori di sottobosco e di legno. Il corpo è elegante e armonico al palato, ma asciutto e molto persistente.

Particolarmente indicato per lunghi invecchiamenti, o meglio, “affinamenti”, il Brunello, prima di essere imbottigliato risposa per almeno due anni (tre nel caso della Riserva) in botti di legno pregiato in cantine sotterranee dove la temperatura oscilla tra i 10° e i 16°. In questa fase, il sapore matura ammorbidendo la carica amara dei suoi tannini e assorbendo – a contatto con le botti di legno – aromi e profumi.

Solo dopo questo periodo delicatissimo avviene l’imbottigliamento a cui seguono altri 4 mesi (6 per la Riserva) di “riposo” in cantina per una definizione ulteriore del bouquet e degli aromi.

Passano 4 anni, insomma, dalla vendemmia alla vendita (la commercializzazione avviene sempre in febbraio), ma il Brunello di Montalcino vale decisamente tutta l’attesa.