Il vino giusto per il pranzo di questo Natale particolare

Recipes&Pairings
di Giuseppe Petronio
Il vino giusto per il pranzo di questo Natale particolare
Giuseppe Petronio

Giuseppe Petronio

Calabrese di origine e romano di adozione. Ingegnere ambientale per studio, amante del vino e sommelier per passione, comunico i sapori del vino e le emozioni che mi attraversano accompagnandole con fotografie e racconti.

Il pranzo di Natale di quest’anno sarà differente da quello di tutti gli anni passati, sarà un Natale al tempo di pandemia dove vedremo sicuramente meno commensali alle nostre tavole e staremo più attenti alle regole per non avere brutte sorprese derivanti da questo subdolo virus.

Una cosa è certa, il 25 dicembre sarà accompagnato da buon cibo e, quindi, da del buon vino, senza far mancare convivialità e vicinanza ai cari, anche in modalità virtuale. Tradizionalmente il menù di questa giornata di festa è principalmente a base di carne, a differenza della Vigilia in cui si mangia prevalentemente pesce.

Le portate, come da tradizione, sono molte e sono differenti tra loro: si spazia da un corposo antipasto, su cui ci si può sbizzarrire e che in genere prevede salumi e formaggi, per poi passare ad un primo importante, tra lasagna, ravioli o cannelloni al ragù di carne, per poi finire con un rolleè o un arrosto di carne o, qui a Roma, un bell’abbacchio scottadito con le patate. A seguire un trionfo di dolci e frutta secca.

Tralasciando il capitolo dei vini che si abbinano ai dolci, per il pasto si potrebbe indicare una sfilza di vini che partono dalle bollicine, passando da vini giovani di poco corpo, fino ad arrivare a vini più complessi e strutturati da abbinare alle carni…. ma ahimè abbiamo detto che saremo in pochi e, magari, non tutti avranno il piacere di bere tanto, quindi volendo scegliere un vino da abbinare a tutte le portate cosa faremo?

Ecco che allora la scelta ricade nella propria, cosiddetta, “comfort zone”, ovvero il grande classico che non delude mai, importante e pieno di eleganza, per me rappresentato del Nobile di Montepulciano, magari in una annata particolare che fornisce maggiore fascino all’evento e garantisce una morbidezza e piacevolezza data dall’evoluzione e all’affinamento.

La scelta non ricade però su un Nobile qualsiasi, bensì su un Appodiato della linea di Carpineto, Vino Nobile di Montepulciano Vigneto di Poggio Sant’Enrico – Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G. nell’annata 2010, caratterizzata da vini di ottima potenzialità per l’elevata concentrazione dei componenti nobili.

Ciascuna delle caratteristiche di questo vino si rendono adatte ad accompagnare ciascuna portata di una giornata di festa, ovvero la buona alcolicità e acidità rendono perfetto l’accompagnarsi all’antipasto, alleggerendo e ripulendo la bocca dalle componenti grasse, il corpo consistente si abbina perfettamente ai primi non troppo complessi ma sempre a base di carne, mentre l’ottima componente alcolica, in questo caso insieme a quella tannica e alla robusta struttura olfattiva, resa elegante anche dalla scelta dell’annata, rendono prefetto il percorso verso le carni più succulente e speziate. Insomma un vino che può rivelarsi l’accoppiata vincente per uno dei pranzi più importanti!

Ma conosciamo meglio questo vino davvero speciale: prodotto di gran razza dotato di tutte le caratteristiche per affrontare una lunga crescita nel tempo, proviene dalle zone meglio esposte di due vigneti, “Poggio Sant'Enrico Piccolo” e “Poggio Sant'Enrico Grande” di Carpineto, rispettivamente di 45 pertiche (ha 1,33,00) uno e 122 pertiche (ha 3,65,00) l'altro, ubicati nello storico territorio di Montepulciano ad un'altitudine di 300-350 metri sul livello del mare.

Fermentazione spontanea con lieviti autoctoni, il Poggio Sant’Enrico, prodotto in sole 4000 bottiglie, matura in barili di legno di piccola capacità (lt.225) di rovere francese ed americano dove vi è restato per circa 12 mesi, in bottiglia senza trattamenti di alcun genere né filtrazioni, riposa in un locale interrato, a temperatura naturale e costante, per oltre 45 mesi.

I profumi intensi e delicati descrivono una nobile annata da cui derivano vini di grande longevità e tipicità. Rosso rubino tendente al viola scuro, carico ed intenso, poco scorrevole ed impenetrabile. Al naso regala sentori di frutta molto concentrata e matura, in particolare ricorda il mirtillo nero e l’uva passa, proseguendo su note minerali e balsamiche avvolte in una coltre di liquirizia e tabacco. Sorso fresco e sapido, tannino fitto e ben presente, ha grande carattere ed un frutto che resta ben persistente nel final di bocca.

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