L’idrocarburo nel vino? Non è un difetto!

L’idrocarburo nel vino? Non è un difetto!

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idrocarburo nel vino

I vini bianchi sono quasi sempre una festa di sentori per l’olfatto. Quelli più affinati, in particolare, presentano note diverse che vanno dalla frutta gialla alla mela golden, dal fieno all’affumicato. Caratteristiche che li rendono tra i più complessi e persistenti dell’intero panorama vitivinicolo.

Basta pensare a quei vini bianchi, in genere di età superiore ai 3 o 4 anni, che presentano note penetranti che ricordano gli idrocarburi. Proprio così: in gergo tecnico vinicolo, l’idrocarburo non è l’odore del naftalene o della benzina, ma quel tipico sentore pungente che sottolinea la mineralità e la salinità di un vino bianco.

È importante notare come il sentore di idrocarburo si presenti in quei vini bianchi che hanno grande propensione all’invecchiamento, come i Riesling renani o gli Chardonnay. Quasi mai troveremo questi marcatori tipici in vini bianchi giovani, freschi, di pronta e facile beva, meno complessi strutturalmente e più immediati nell’approccio. L’idrocarburo è legato, oltre che alla mineralità dei suoli, proprio all’affinamento dei vini, alla permanenza sui lieviti (non è un caso, ad esempio, che vini spumantizzati come il Prosecco o la Ribolla presentino queste caratteristiche), all’arrotondamento gustativo in legno.

Ma come si riconosce il sentore di idrocarburo? In un certo senso l’abbiamo già anticipato: profumi dalle note amare e penetranti, saline, di mandorla affumicata, che pervadono le narici con grande intensità. Non bisogna quindi spaventarsi se un sommelier professionista, al ristorante o in enoteca, ci consiglierà un vino con queste caratteristiche. Dipenderà, ovviamente, da cosa vorremo abbinare.

I vini dal tipico sentore di idrocarburo, infatti, sono ottimi compagni di viaggio di quei piatti più strutturati e conditi. Un pesce bollito o un filetto di sogliola, ad esempio, avranno sapori troppo delicati per un calice così forte e di carattere. Meglio pesci più conditi, o magari un crostaceo, che con i suoi amidi e la sua tendenza ai sapori dolci bilancia perfettamente la robustezza del vino. Anche una carne bianca può andar bene: tacchino, pollo, maiale al forno; oppure formaggi a pasta morbida e di media stagionatura, magari accompagnati da confetture e marmellate di delicata consistenza.

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