Speciale vitigni. Il Sangiovese

Speciale vitigni. Il Sangiovese

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Perché il Chianti Classico e il Brunello di Montalcino presentano un tipico colore rosso rubino pieno, che col tempo tende a diventare granato? La risposta è nell’uvaggio di base, quel Sangiovese famoso in tutto il mondo, che è la “culla” di molti fra i vini italiani più pregiati. Ed è da qui che parte il nostro viaggio nei vitigni autoctoni e trapiantati che rendono il vino toscano fra i più noti a livello internazionale: Canaiolo, Chardonnay, Cabernet-Sauvignon, Trebbiano Toscano e, ovviamente, Sangiovese.

“L’uva sangiovannina”, con riferimento alla sua maturazione precoce, o il termine francese “joueller” (derivante dal latino “jugalis”), che significa “fissare a dei sostegni”: le origini del nome, come possiamo notare, sono incerte, si perdono nelle colture e tradizioni gastronomiche delle popolazioni pre-romane che abitavano il Belpaese ben prima della fondazione dell’Urbe. Ciò che sappiamo con certezza è che il Sangiovese è un vitigno autoctono della zona tra Firenze e Siena, da cui comincia poi a diffondersi in tutta Italia nel corso dell’800 per le sue peculiari caratteristiche aromatiche e floreali (molto apprezzate nell’intero Paese) unite a una relativa facilità di coltivazione, che si adatta ai diversi tipi di territorio di cui si compone la Penisola. Il vitigno Sangiovese predilige, infatti, terreni collinari anche di media o scarsa fertilità, su cui sarebbe difficile (o quasi impossibile) provvedere ad altre coltivazioni.

Da questo uvaggio quasi “eroico” provengono vini ben tannici, di corpo, gradevolmente armonici al palato, senza spigolature né al olfatto, né al gusto, che si prestano a un notevole invecchiamento (basti pensare alle meraviglie che può destare un Brunello Riserva) dal quale si sprigionano aromi di spezie, frutti rossi e neri, amarena, fragola, mirtillo, ribes e ciliegia, con note di violetta e rosa ad addolcirne ulteriormente la fragranza. La maturazione avviene generalmente in barriques, secondo i disciplinari dei singoli vini e le scelte dell’azienda produttrice.

La sapida tannicità dell’uvaggio rende i vini a base di Sangiovese molto adatti a piatti di carne, selvaggina, formaggi stagionati e zuppe ben strutturate. Ideale in abbinamento alla cucina toscana, non bisogna però limitarlo nello spazio e nella geografia enogastronomica del nostro Paese: dal Montefalco dell’Umbria al Sannio della Campania, fino al Garda Bresciano e al Monreale Siciliano, il Sangiovese riserva molte sorprese anche per chi predilige piatti dai sapori meno marcati e più delicati.