Tre abbinamenti folli che tutti credono corretti

Tre abbinamenti folli che tutti credono corretti

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vino

Esistono miti difficili da sfatare. False leggende che ammantano il mondo del vino e che, col tempo, sono diventate verità assolute nostro malgrado. Fra queste, le più deleterie riguardano gli abbinamenti col cibo. Ve ne elenchiamo tre, di cui tutti avrete sicuramente sentito parlare. Tutti, irrimediabilmente, sbagliati:

Ostriche e Champagne – L’abbinamento “signorile” per eccellenza. L’immaginario corre a feste esclusive, terrazzi con panorama mozzafiato, o a una romantica serata in due al tavolo del ristorante più quotato della città. Ecco: se davvero volete fare bella figura con i vostri ospiti o con la vostra dolce metà, evitate questo abbinamento. L’effervescenza e la sapidità dello champagne, unite all’altrettanto portata sapida delle ostriche, vi lascerà in bocca uno spiacevolissimo sentore metallico. Simile a quello degli apparecchi ortodontici che – purtroppo – in molti hanno portato da piccoli. L’abbinamento giusto? Quello con un vino dal residuo zuccherino pronunciato, che bilanci la sapidità dell’ostrica con un fondo quasi dolce. I francesi, che pure amano lo Champagne alla follia, ci mettono il Muscadet.

Caviale e Champagne – Non diamo troppo spazio agli equivoci: non intendiamo certo demolire il mito dello Champagne, vino fra i più apprezzati al mondo. Semplicemente: viene spesso abbinato con pietanze che lo rovinano irrimediabilmente. Inutile spendere decine, molte volte centinaia di Euro, per una buona bottiglia, se poi dobbiamo abbinarla al caviale. Ancora una volta ci troviamo di fronte a un binomio troppo spinto verso la sapidità. Non a caso il caviale viene spesso accompagnato al burro, alimento che, con la sua portata grassa, stempera la tendenza salmastra delle uova di storione. E per quanto riguarda il vino? Un bianco, sicuramente. Magari un Picolit del Friuli; o un Crémant d’Alsazia. I russi, popolo presso cui il consumo del caviale è assai sviluppato, lo abbinano alla vodka. Quella secca, non le aberrazioni aromatizzate alla frutta.

Dolce e Prosecco – Se la follia avesse un volto, sarebbe quello del Prosecco abbinato al dolce. Qualunque dolce, dalle torte alla piccola pasticceria. L’abbinamento di fine pasto è quello strutturato per concordanza, non per opposizione. Cosa significa? Che mentre a tutto pasto tendiamo a cercare il giusto bilanciamento attraverso una contrapposizione di sentori cibo-vino, nei dolci la tendenza zuccherina deve essere abbinata a tendenza zuccherina. Poco da aggiungere. Alla torta che festeggia il vostro compleanno, il vostro matrimonio, la vostra macchina nuova, va abbinato un vino con residuo zuccherino elevato, come lo spumante dolce o un passito. Il prezzo da pagare, in caso contrario, sarà una fastidiosa sensazione ferrosa sul palato, figlia degli zuccheri del dolce che fanno a pugni con la sapidità del vino, che vi sembrerà fastidiosamente amarissimo.