Vino e Letteratura

Vino e Letteratura

1662
SHARE

Tra un calice e un foglio di carta.

Il bronzo è lo specchio del volto,il vino quello della mente.” Diceva Eschilo nel V secolo avanti Cristo, e da allora, ed anche ben prima ad essere sinceri , il vino è presente nelle pagine più belle di tutta la letteratura mondiale.

Inizia da qui lo speciale, in cinque parti, dedicato al vino nella letteratura, e non potrebbe essere altrimenti essendo il vino lo specchio della mente.

Parlare del vino nelle opere di poesia e prosa della storia dell’uomo, non semplice, è come isolare una goccia d’acqua nel mare e distinguerla dal tutto. Ma ci proviamo.

Affronteremo il viaggio dell’uomo guardandolo attraverso il vetro di una coppa di vino, che ci racconterà, come il nettare degli dei sia ed è tutt’ora, la musa ispiratrice, la modella più apprezzata, l’ispirazione più inseguita o semplicemente il compagno di inchiostro dei più bei versi che la nostra umanità ha saputo esprimere.

Come affrontare questo immane compito?

Cavalcheremo assieme i secoli, le culture, le usanze, e le genti, soprattutto le genti che da secoli, anzi millenni gira intorno al vino e a ciò che rappresenta.

Per meglio affrontare questo eno-viaggio nella storia della carta e dei calici, berremo in compagnia e tutto di un sorso, le tematiche migliori e suoi bevitori più illustri.

Esordiremo con il “vino divino” e scopriremo come il vino, e ciò che lo contiene, sia stato fondamentale nel creare metafore o paradigmi legati alla religione in senso ampio del termine. E scopriremo anche che non solo è partecipe nelle religioni monoteiste a noi note, cristiana, ebrea, e mussulmana, ma anche in quelle oramai passate o dimenticate come i norreani, ovvero i vichinghi scandinavi, la religione della grecia antica, romana, fenicia, e anche lontane da noi come confucianesimo, buddismo etc.

Una volta scomodato il divino, affronteremo il mondo antico fatto di cornucopie e triclini, di coppe a due braccia, di corni riempiti fino all’orlo e di vino annacquato.

DI sorso in sorso e di verso in verso, cammineremo nei secoli che ci hanno dato i nomi più illustri della nostra storia occidentale, dai poeti del dolce stil novo, e anche a quei personaggi che trasversalmente sono da tutti considerati geni a tutto tondo, come il buon Leonardo da Vinci.

In fondo al viaggio certo non sapremmo citare Catullo, o Dante, non avremmo la spigliatezza di Aristofane di Cecco Angiolieri, e spero non saremmo ebri come Noè, ma certamente ci farà piacere poter alzare il bicchiere di un buon vino e sapere di non esser stati i soli a dire…ALLA SALUTE!